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Che cos'è il social media monitoring? La differenza tra seguire e capire

Che cos'è il social media monitoring? La differenza tra seguire e capire

Quanti contenuti sono stati pubblicati oggi su un marchio? Dove si è parlato di una persona? Quali notizie sono uscite? Con quale frequenza è stata usata una parola chiave?

Queste domande contano per seguire il mondo digitale.

Ma seguire qualcosa non è la stessa cosa che capirla.

Il social media monitoring è il monitoraggio sistematico di contenuti e interazioni relativi a marchi, persone, organizzazioni, prodotti, temi o parole chiave specifici sulle piattaforme sociali.

Il suo scopo di base è rendere visibile che cosa si dice nel mondo digitale e quando lo si dice.

Che cosa segue il social media monitoring?

I sistemi di monitoring possono osservare dati diversi a seconda delle esigenze.

Nomi di marchi e prodotti, nomi di persone o organizzazioni, parole chiave, hashtag, commenti degli utenti, post, menzioni, interazioni e conversazioni che si formano attorno a temi specifici possono farne parte.

In questo modo le organizzazioni possono seguire in modo più ordinato i movimenti che si formano nell'ambiente digitale su di sé o sui temi che le riguardano.

Ma a questo punto emerge una distinzione importante.

Raccogliere i dati è l'inizio dell'analisi, non la sua conclusione.

Qual è la differenza tra monitoring e analisi dei social media?

Il monitoring risponde soprattutto a queste domande:

  • Chi ha parlato?
  • Dove se ne è parlato?
  • Che cosa è stato detto?
  • Quanto se ne è parlato?
  • Quando se ne è parlato?

L'analisi vi aggiunge poi nuove domande:

  • Perché se ne parla?
  • Perché la percezione sta cambiando?
  • Quale tema innesca il cambiamento?
  • Chi influenza il movimento?
  • Quali emozioni e intenzioni stanno dietro alle conversazioni?
  • Questo movimento può essere un rischio, un'opportunità o il segnale di un cambiamento più ampio?

È qui che emerge la differenza fondamentale.

Monitoring
Cattura il dato.
Analisi
Rivela che cosa racconta il dato.

Più dati non significa più conoscenza

Raccogliere migliaia di menzioni o seguire milioni di contenuti può tecnicamente produrre un grande volume di dati.

Ma dentro quei dati possono esserci contenuti spam, pubblicazioni ripetute, account automatici, risultati non pertinenti o interazioni artificiali.

Ciò che conta non è quindi solo quanti dati siano stati raccolti, ma quanto siano significativi e affidabili i dati analizzati.

Altrimenti più dati possono produrre più rumore invece di conclusioni più corrette.

Perché il monitoring resta importante?

Perché prima bisogna poter vedere ciò che si intende analizzare.

Il monitoring è un primo strato importante che consente di cogliere gli sviluppi che si formano nel mondo digitale, dal monitoraggio del marchio ai segnali di crisi, dalle mosse dei concorrenti ai cambiamenti dell'agenda.

Nel panorama dei dati di oggi, però, il valore reale comincia dopo questo punto.

Filtrare, verificare, mettere in relazione e interpretare i dati raccolti attraverso livelli di analisi diversi trasforma il semplice monitoraggio in una struttura che sostiene le decisioni.

Seguire è l'inizio

Nel mondo digitale potete seguire milioni di conversazioni.

Ma per chi decide la vera domanda non è quanti contenuti ci siano.

È sapere perché quelle conversazioni siano avvenute e che cosa significhino.

Il monitoring vi mostra che cosa è successo. L'analisi vi dice perché è importante.